Pelle idratata, rinnovata e più compatta con lʼolio di questo prezioso frutto mediterraneo.
Originario della Puglia e della Sicilia, il mandorlo ci regala un frutto davvero eccezionale dalle mille proprietà. Pur essendo piuttosto caloriche, le mandorle consumate in piccole quantità possono essere molto utili al nostro organismo, ma anche nella cosmesi hanno il loro perché!
Mandorle preziose per la nostra salute, abbiamo detto: ed in effetti non solo contengono grandi quantità di fibre, utili per favorire il transito intestinale e combattere la stitichezza, ma anche i micronutriementi, ottimi per la memoria e per risanare i tessuti celebrali.
Mandorle ottime per la cosmesi, anche. Infatti l'olio che ne viene estratto è ricco di vitamina E, B e sali minerali e può essere utilizzato come rimedio naturale per capelli spenti e sfibrati, per delicati massaggi aromatici, ma soprattutto per restituire al viso una pelle idratata, rinnovata e più compatta eliminando le cellule morte.Vediamo quindi come utilizzare questo straordinario alleato di bellezza in tre semplici passaggi.
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giovedì 9 novembre 2017
Mandorle: ottime per la salute, eccellenti per lʼepidermide
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mercoledì 8 novembre 2017
Ciglia: quante ne sai sulle extension?
Un trattamento delicato che viene eseguito ciglia dopo ciglia,
dallʼeffetto straordinario e naturale: ecco quel che cʼè da sapere
Realizzate in fibre sintetiche, le extensions delle ciglia sono del tutto simili alle ciglia vere. Si applicano in base alla forma dell'occhio per valorizzarlo al meglio e regalano un effetto super naturale perché si adattano completamente al nostro occhio camuffandosi alla perfezione. Se vogliamo avere occhi ammaliatori a cui nemmeno le sirene possono ambire, non ci resta che rivolgerci alle mani esperte dei professionisti e dedicare un paio d'ore del nostro tempo per un trattamento a prova di ... sguardo!
Poco tempo? Restie al trucco pesante e comunque votate al nude look? Desiderose di avere ciglia folte come mai le avete sognate?
Bene, qui c'è bell'e pronta la soluzione: le extension delle ciglia. Lunghe e folte, rendono il nostro sguardo seducente per ogni battito di palpebre e sono quanto di meglio potremmo desiderare per stregare chi ci sta intorno.
Se abbiamo bisogno dell'aiutino del mascara per dare profondità e volume al nostro sguardo, possiamo ricorrere alle extension, che si applicano sulle nostre ciglia e che come per magia ci faranno avere gli occhi da cerbiatta con un effetto incredibilmente naturale.
Realizzate in fibre sintetiche, le extensions delle ciglia sono del tutto simili alle ciglia vere. Si applicano in base alla forma dell'occhio per valorizzarlo al meglio e regalano un effetto super naturale perché si adattano completamente al nostro occhio camuffandosi alla perfezione. Se vogliamo avere occhi ammaliatori a cui nemmeno le sirene possono ambire, non ci resta che rivolgerci alle mani esperte dei professionisti e dedicare un paio d'ore del nostro tempo per un trattamento a prova di ... sguardo!
Poco tempo? Restie al trucco pesante e comunque votate al nude look? Desiderose di avere ciglia folte come mai le avete sognate?
Bene, qui c'è bell'e pronta la soluzione: le extension delle ciglia. Lunghe e folte, rendono il nostro sguardo seducente per ogni battito di palpebre e sono quanto di meglio potremmo desiderare per stregare chi ci sta intorno.
Se abbiamo bisogno dell'aiutino del mascara per dare profondità e volume al nostro sguardo, possiamo ricorrere alle extension, che si applicano sulle nostre ciglia e che come per magia ci faranno avere gli occhi da cerbiatta con un effetto incredibilmente naturale.
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giovedì 31 agosto 2017
Botulino per le rughe del viso? Ecco la conseguenza inaspettata che spunta fuori solo adesso
Per essere sempre belle e restare giovani molte donne ricorrono a delle
punture di botulino ma l'effetto e ben più complesso della semplice
levigazione delle rughe. Le 'punturine' di botulino nei muscoli del
viso "hanno un effetto non facilmente prevedibile: minano la capacità di
comprendere le espressioni nel viso degli altri".
Le infiltrazioni di botulino infatti inducono "la paralisi dei muscoli facciali, temporanea per fortuna, che questa tossina provoca peggiora la nostra capacità di cogliere il significato delle espressioni sul viso degli altri”, afferma Jenny Baumeister, ricercatrice della Scuola Internazionale di Studi Avanzati (Sissa) di Trieste prima autrice di uno studio pubblicato sulla rivista 'Toxicon' (al quale ha collaborato anche l’ospedale di Cattinara, di Trieste). "Questa conseguenza dipende - spiega lo studio della Sissa - da un temporaneo blocco del feedback propriocettivo, il processo che ci aiuta a comprendere le emozioni degli altri riproducendole su noi stessi". L'intuizione di Jenny Baumeister ha origine in una teoria scientifica molto nota, quella dell''embodiment'. "L'idea è che il processamento a livello cognitivo delle informazioni a contenuto emotivo, per esempio le espressioni del viso, passi anche attraverso la riproduzione delle stesse emozioni sul nostro corpo - avverte lo studio - Come dire che quando osserviamo un sorriso, la nostra faccia tende a sorridere a sua volta (spesso in maniera impercettibile e incosciente) mentre cerchiamo di capire la natura di quell'espressione. Se però i nostri muscoli sono paralizzati dal botulino, ecco che il processo può diventare più difficile".
Jenny Baumeister ha sottoposto a una serie diversificata di test per valutare la comprensione delle espressioni emotive un campione di soggetti, immediatamente prima e dopo un paio di settimane da un trattamento estetico a base di botulino, e le ha confrontate con le stesse misure in un campione analogo di soggetti che però non hanno ricevuto alcun trattamento. Non importa quale fosse il tipo di misura (giudizi o tempi di reazione), l'effetto della paralisi era evidente. L'effetto negativo è molto chiaro quando le espressioni osservate non sono molto marcate.
"Quando il sorriso è aperto ed evidente, i soggetti non hanno invece difficoltà a riconoscerlo, anche se sono stati sottoposti al trattamento - spiega Francesco Foroni, ricercatore della Sissa che ha coordinato lo studio - Per gli stimoli molto intensi la differenza nella prestazione, pur osservando una chiara tendenza al peggioramento, non era significativa.Per gli stimoli 'ambigui' invece, più difficili da cogliere, l'effetto della paralisi era molto forte".
Le infiltrazioni di botulino infatti inducono "la paralisi dei muscoli facciali, temporanea per fortuna, che questa tossina provoca peggiora la nostra capacità di cogliere il significato delle espressioni sul viso degli altri”, afferma Jenny Baumeister, ricercatrice della Scuola Internazionale di Studi Avanzati (Sissa) di Trieste prima autrice di uno studio pubblicato sulla rivista 'Toxicon' (al quale ha collaborato anche l’ospedale di Cattinara, di Trieste). "Questa conseguenza dipende - spiega lo studio della Sissa - da un temporaneo blocco del feedback propriocettivo, il processo che ci aiuta a comprendere le emozioni degli altri riproducendole su noi stessi". L'intuizione di Jenny Baumeister ha origine in una teoria scientifica molto nota, quella dell''embodiment'. "L'idea è che il processamento a livello cognitivo delle informazioni a contenuto emotivo, per esempio le espressioni del viso, passi anche attraverso la riproduzione delle stesse emozioni sul nostro corpo - avverte lo studio - Come dire che quando osserviamo un sorriso, la nostra faccia tende a sorridere a sua volta (spesso in maniera impercettibile e incosciente) mentre cerchiamo di capire la natura di quell'espressione. Se però i nostri muscoli sono paralizzati dal botulino, ecco che il processo può diventare più difficile".
Jenny Baumeister ha sottoposto a una serie diversificata di test per valutare la comprensione delle espressioni emotive un campione di soggetti, immediatamente prima e dopo un paio di settimane da un trattamento estetico a base di botulino, e le ha confrontate con le stesse misure in un campione analogo di soggetti che però non hanno ricevuto alcun trattamento. Non importa quale fosse il tipo di misura (giudizi o tempi di reazione), l'effetto della paralisi era evidente. L'effetto negativo è molto chiaro quando le espressioni osservate non sono molto marcate.
"Quando il sorriso è aperto ed evidente, i soggetti non hanno invece difficoltà a riconoscerlo, anche se sono stati sottoposti al trattamento - spiega Francesco Foroni, ricercatore della Sissa che ha coordinato lo studio - Per gli stimoli molto intensi la differenza nella prestazione, pur osservando una chiara tendenza al peggioramento, non era significativa.Per gli stimoli 'ambigui' invece, più difficili da cogliere, l'effetto della paralisi era molto forte".
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mercoledì 30 agosto 2017
Viva le estremità: scopri i consigli per avere piedi perfetti
Gli step e i rituali per ottenere un risultato professionale: dal
tallone fino alla punta delle dita, ecco i segreti del pedicure
Con le scarpe aperte, arriva la voglia di sfoggiare piedi assolutamente perfetti. Per prenderci cura delle nostre preziose estremità non è necessario andare tutte le volte dall'estetista: risparmiare sul budget si può, basta essere ben attrezzate e seguire i nostri consigli nel modo giusto.
Chi frequenta i centri estetici sa che esistono due tipi di pedicure: quella estetica e quella curativa. La prima serve per rendere i piedi più belli e seducenti, regolando le unghie e creando giochi di colore con gli smalti e la nail art. La seconda, invece, si focalizza sul benessere del piede e ne risolve alcune problematiche, per esempio l’occhio di pernice, le unghie incarnite, i calli eccetera.
Pediluvio: un vero momento di relax! Togliamo prima di tutto lo smalto con il solvente, mettiamo i piedi a bagno in una bacinella con acqua calda, essenze profumate e bicarbonato o sale grosso da cucina. Dedichiamoci almeno dieci minuti e lasciamo ammorbidire bene la pelle e le unghie.
Scrub: Dopo aver asciugato i piedi, con una spatolina o una pietra pomice eliminiamo le zone ruvide per prevenire la formazione dei calli nel corso del tempo tra un trattamento e l'altro. Per intervenire efficacemente sugli ispessimenti cutanei che si concentrano sui talloni e sulla pianta è utile levigare con un’esfoliazione energizzante e poi nutrire e rigenerare: pompelmo, bardana, bisabololo, estratto di lievito e olio di germe di grano sono perfetti per rinvigorire la pelle.
Vai di lima: Se la pelle è ok, possiamo passare alle unghie: con un tronchesino le tagliamo e poi le limiamo con una lima di cartone, cercando di dare la forma che più ci piace.
E' il momento di nutrire: Eliminati gli ispessimenti, bisogna nutrire la pelle, per esempio con il burro di shea (che protegge e ripara la funzione della barriera naturale della pelle) e l'olio di jojoba (leggero e facilmente assorbibile) che rendono lisce e idratate anche le zone più secche e più ruvide.
Massaggio, mai senza: Per il comfort, la bellezza e la giovinezza dei piedi è importante terminare con il massaggio della volta plantare, magari aiutandosi con l'olio di mandorle.
Colore, colore, colore! Una volta che la pelle sarà idratata, non resta che sbizzarrirci con lo smalto. Come prima cosa, applichiamo la base protettiva trasparente e poi passiamo alla stesura del colore che più ci piace: due passate saranno sufficienti a dare uniformità al colore e poi lasciamo asciugare per almeno 10 minuti, giusto il tempo per una telefonata alle amiche o per sfruguliare i social dal cellulare!
Con le scarpe aperte, arriva la voglia di sfoggiare piedi assolutamente perfetti. Per prenderci cura delle nostre preziose estremità non è necessario andare tutte le volte dall'estetista: risparmiare sul budget si può, basta essere ben attrezzate e seguire i nostri consigli nel modo giusto.
Chi frequenta i centri estetici sa che esistono due tipi di pedicure: quella estetica e quella curativa. La prima serve per rendere i piedi più belli e seducenti, regolando le unghie e creando giochi di colore con gli smalti e la nail art. La seconda, invece, si focalizza sul benessere del piede e ne risolve alcune problematiche, per esempio l’occhio di pernice, le unghie incarnite, i calli eccetera.
Pediluvio: un vero momento di relax! Togliamo prima di tutto lo smalto con il solvente, mettiamo i piedi a bagno in una bacinella con acqua calda, essenze profumate e bicarbonato o sale grosso da cucina. Dedichiamoci almeno dieci minuti e lasciamo ammorbidire bene la pelle e le unghie.
Scrub: Dopo aver asciugato i piedi, con una spatolina o una pietra pomice eliminiamo le zone ruvide per prevenire la formazione dei calli nel corso del tempo tra un trattamento e l'altro. Per intervenire efficacemente sugli ispessimenti cutanei che si concentrano sui talloni e sulla pianta è utile levigare con un’esfoliazione energizzante e poi nutrire e rigenerare: pompelmo, bardana, bisabololo, estratto di lievito e olio di germe di grano sono perfetti per rinvigorire la pelle.
Vai di lima: Se la pelle è ok, possiamo passare alle unghie: con un tronchesino le tagliamo e poi le limiamo con una lima di cartone, cercando di dare la forma che più ci piace.
E' il momento di nutrire: Eliminati gli ispessimenti, bisogna nutrire la pelle, per esempio con il burro di shea (che protegge e ripara la funzione della barriera naturale della pelle) e l'olio di jojoba (leggero e facilmente assorbibile) che rendono lisce e idratate anche le zone più secche e più ruvide.
Massaggio, mai senza: Per il comfort, la bellezza e la giovinezza dei piedi è importante terminare con il massaggio della volta plantare, magari aiutandosi con l'olio di mandorle.
Colore, colore, colore! Una volta che la pelle sarà idratata, non resta che sbizzarrirci con lo smalto. Come prima cosa, applichiamo la base protettiva trasparente e poi passiamo alla stesura del colore che più ci piace: due passate saranno sufficienti a dare uniformità al colore e poi lasciamo asciugare per almeno 10 minuti, giusto il tempo per una telefonata alle amiche o per sfruguliare i social dal cellulare!
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domenica 12 marzo 2017
Le proprietà del tè, la più antica bevanda della storia
Piacevole da gustare, questo antico elisir di lunga vita può rivelarsi anche un ottimo trattamento di bellezza
Al mattino per iniziare bene la giornata, al pomeriggio per una pausa con le amiche e alla sera davanti alla tv: è sempre l'ora giusta per sorseggiare una buona tazza di tè! Facilmente digeribile, rilassante e idratante, è una delle bevande più antiche e consumate sulla terra, seconda solo all'acqua. Non importa se caldo o freddo, certo che è nelle nostre cucine non manca mai. Ma vi siete mai chieste come ci sia arrivato?
La leggenda narra che l'imperatore cinese Shen Nung, durante uno dei suoi viaggi, decise di riposarsi un po' sotto un albero di tè selvatico. Accese un fuoco per riscaldarsi e mise a bollire anche dell'acqua. Una leggera brezza fece cadere alcune foglie nella pentola e l'acqua in breve tempo diventò di colore giallo-oro, emanando un buon profumo. L'imperatore, incuriosito, ne bevve alcuni sorsi e si sentì subito dissetato, rinvigorito e più sveglio. Correva l'anno 2737 a.C., aveva appena scoperto il tè!
Da allora questa bevanda, oltre che piacevole da gustare, è diventata anche preziosa per la nostra salute. Ricca di antiossidanti, poiché contiene sostanze polifenoliche, è in grado di contrastare i radicali liberi responsabili dell'invecchiamento e ottimi alleati nella prevenzione di alcune malattie cardiovascolari. Studi scientifici dimostrano poi che il tè, in particolar modo quello verde, riduce pressione e colesterolo, diminuisce il rischio di ictus e previene alcuni tumori, come ad esempio quello al colon. Ma non solo: aiuta la digestione, rafforza i denti e le difese immunitarie. Anche nella lotta al fumo, come disintossicante e contro l'obesità e il colesterolo, il tè si è rivelato sempre un ottimo alleato del benessere. In poche parole, come dicono i cinesi, questa bevanda è un elisir di lunga vita.
Consiglio per voi: preparatene un po' al mattino e conservatelo in un thermos per averlo sempre a portata di "borsa" durante la giornata. Non importa se sia tè nero o verde, del resto tutte le varietà (ad eccezione di quello rosso) derivano dalle foglie della stessa pianta: si tratta della Camellia sinensis, arbusto legnoso che viene coltivato principalmente in Asia. L'unica differenza sta nella lavorazione: il tè nero, infatti, viene sottoposto a essiccatura, rollatura e compressione, mentre le foglie del tè verde vengono trattate con il vapore. Per il resto, i benefici che apportano al nostro organismo sono gli stessi: gli antiossidanti infatti, chiamati anche flavonoidi, sono presenti in entrambe le varietà e vengono considerati dagli esperti armi molto efficaci nella prevenzione delle cardiopatie ischemiche. Riguardo al tè verde, in particolare, alcuni studi americani hanno evidenziato una riduzione del 6% delle malattie cardiovascolari nei soggetti che consumavano questa bevanda quotidianamente.
Se poi dopo averlo preparato ne rimane un po' nella teiera, non sprecatelo, ma utilizzate anche quello: lavare il viso con il tè utilizzato per l'infusione, infatti, può rivelarsi un efficace trattamento per detergere la pelle e combattere le imperferzioni. In vista dell'estate, è bene sapere anche che il tè, oltre a tonificare e rassodare l'epidermide, ha un effetto protettivo dai raggio ultravioletti. Spruzzato sul corpo, previene le scottature e riduce anche l'invecchiamento della pelle. Non ci resta che accendere il bollitore e... tè sia!
Consiglio per voi: preparatene un po' al mattino e conservatelo in un thermos per averlo sempre a portata di "borsa" durante la giornata. Non importa se sia tè nero o verde, del resto tutte le varietà (ad eccezione di quello rosso) derivano dalle foglie della stessa pianta: si tratta della Camellia sinensis, arbusto legnoso che viene coltivato principalmente in Asia. L'unica differenza sta nella lavorazione: il tè nero, infatti, viene sottoposto a essiccatura, rollatura e compressione, mentre le foglie del tè verde vengono trattate con il vapore. Per il resto, i benefici che apportano al nostro organismo sono gli stessi: gli antiossidanti infatti, chiamati anche flavonoidi, sono presenti in entrambe le varietà e vengono considerati dagli esperti armi molto efficaci nella prevenzione delle cardiopatie ischemiche. Riguardo al tè verde, in particolare, alcuni studi americani hanno evidenziato una riduzione del 6% delle malattie cardiovascolari nei soggetti che consumavano questa bevanda quotidianamente.
Se poi dopo averlo preparato ne rimane un po' nella teiera, non sprecatelo, ma utilizzate anche quello: lavare il viso con il tè utilizzato per l'infusione, infatti, può rivelarsi un efficace trattamento per detergere la pelle e combattere le imperferzioni. In vista dell'estate, è bene sapere anche che il tè, oltre a tonificare e rassodare l'epidermide, ha un effetto protettivo dai raggio ultravioletti. Spruzzato sul corpo, previene le scottature e riduce anche l'invecchiamento della pelle. Non ci resta che accendere il bollitore e... tè sia!
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