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lunedì 12 febbraio 2018

Max Biaggi, è Michelle Carpente il suo nuovo amore?

Lʼex pilota e lʼattrice sono stati visti uscire dallo stesso palazzo

Non c'è Eleonora Pedron dietro l'addio di Max Biaggi a Bianca Atzei, questo ormai è stato appurato. E nemmeno una modella americana. Secondo "Diva e Donna", l'ex pilota che solo pochi mesi fa aveva dichiarato che nella sua vita "prevale il ruolo di padre", sarebbe stato folgorato dalla bellezza della giovane attrice romana Michelle Carpente. I due sono stati visti uscire dallo stesso palazzo milanese in momenti differenti. Coincidenza?


Max volta pagina e Bianca Atzei, in Honduras, piange la fine della sua travolgente storia d'amore con lui: "Sono stata un mese in ospedale per tenergli la mano", ha confessato in un momento di sconforto durante la diretta de "L'Isola" con Alessia Marcuzzi. "Io non colpevolizzo nessuno, ognuno fa le sue scelte nella vita, l'amore può finire, però ci vuole tempo per superare", ha poi aggiunto la cantante... che a quanto pare dovrà farsene una ragione.
Del resto Max è stato chiaro: "Quando si subiscono traumi così importanti, è ovvio ripensare a tutto il proprio trascorso e a quello che dovrà ancora venire. L'incidente mi ha fatto capire che non voglio più perdere tempo in situazioni superflue, in qualsiasi campo". E così mentre Bianca non si dà pace, lui a Milano si darebbe... agli incontri segreti con l'attrice (ha recitato in "Scusa ma ti chiamo amore") e conduttrice 29enne, madre di un bambino di 3. I due, pizzicati nella stessa via, e visti uscire dallo stesso palazzo separatamente, si frequenterebbero da poco, ma secondo i ben informati si tratta di un vero "colpo di fulmine".

giovedì 31 agosto 2017

Botulino per le rughe del viso? Ecco la conseguenza inaspettata che spunta fuori solo adesso

Per essere sempre belle e restare giovani molte donne ricorrono a delle punture di botulino ma l'effetto e ben più complesso della semplice levigazione delle rughe.  Le 'punturine' di botulino nei muscoli del viso "hanno un effetto non facilmente prevedibile: minano la capacità di comprendere le espressioni nel viso degli altri". 


Le infiltrazioni di botulino infatti inducono "la paralisi dei muscoli facciali, temporanea per fortuna, che questa tossina provoca peggiora la nostra capacità di cogliere il significato delle espressioni sul viso degli altri”, afferma Jenny Baumeister, ricercatrice della Scuola Internazionale di Studi Avanzati (Sissa) di Trieste prima autrice di uno studio pubblicato sulla rivista 'Toxicon' (al quale ha collaborato anche l’ospedale di Cattinara, di Trieste).  "Questa conseguenza dipende - spiega lo studio della Sissa - da un temporaneo blocco del feedback propriocettivo, il processo che ci aiuta a comprendere le emozioni degli altri riproducendole su noi stessi". L'intuizione di Jenny Baumeister ha origine in una teoria scientifica molto nota, quella dell''embodiment'.  "L'idea è che il processamento a livello cognitivo delle informazioni a contenuto emotivo, per esempio le espressioni del viso, passi anche attraverso la riproduzione delle stesse emozioni sul nostro corpo - avverte lo studio - Come dire che quando osserviamo un sorriso, la nostra faccia tende a sorridere a sua volta (spesso in maniera impercettibile e incosciente) mentre cerchiamo di capire la natura di quell'espressione. Se però i nostri muscoli sono paralizzati dal botulino, ecco che il processo può diventare più difficile".  
Jenny Baumeister ha sottoposto a una serie diversificata di test per valutare la comprensione delle espressioni emotive un campione di soggetti, immediatamente prima e dopo un paio di settimane da un trattamento estetico a base di botulino, e le ha confrontate con le stesse misure in un campione analogo di soggetti che però non hanno ricevuto alcun trattamento. Non importa quale fosse il tipo di misura (giudizi o tempi di reazione), l'effetto della paralisi era evidente.  L'effetto negativo è molto chiaro quando le espressioni osservate non sono molto marcate. 

"Quando il sorriso è aperto ed evidente, i soggetti non hanno invece difficoltà a riconoscerlo, anche se sono stati sottoposti al trattamento - spiega Francesco Foroni, ricercatore della Sissa che ha coordinato lo studio - Per gli stimoli molto intensi la differenza nella prestazione, pur osservando una chiara tendenza al peggioramento, non era significativa.Per gli stimoli 'ambigui' invece, più difficili da cogliere, l'effetto della paralisi era molto forte".
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